Musica, volley, cinema...

Di tutto un po',da Baglioni alla pallavolo, dal blues al cinema alla Juventus...

10/05/2006
Film italiano vince a Houston

 
   
[foto] Miglior opera straniera il film del carabiniere Piero Sanna (ANSA) - WASHINGTON, 9 MAG - Il film italiano 'La Destinazione' ha vinto il premio per la miglior opera straniera al Festival del Cinema di Houston (Texas). Il film, recitato in sardo da attori non professionisti, e' diretto da Piero Sanna, un sottufficiale dei carabinieri. La storia narra di un carabiniere del Nord inviato in un paesino della Sardegna. Premiati anche il cortometraggio 'Dediche d'Amore' di Alessandro Merluzzi (2/o premio) e 'Guardiano', pubblicita' di un programma antivirus italiano.
(da Ansa.it)

Postato da: kikopiu a 10/05/2006 11:44 | link | commenti (5) |

04/05/2006
LA SCHEDINA COMPIE 60 ANNI, IL SOGNO ITALIANO DEL DOPOGUERRA

 
 ROMA - Compie 60 anni domani e, nonostante qualche acciacco, tutto sommato se li porta bene. E' la 'schedina' del Totocalcio, nata Sisal, il primo gioco a pronostici italiano, che esordi' il 5 maggio 1946. Alla festa non sara' presente il 'papa' ', Massimo Della Pergola, scomparso il 12 marzo scorso. Da diversi anni non e' piu' la regina incontrastata delle domeniche, detronizzata dai tanti concorrenti venuti dopo, ma un posto nella storia del costume italiano se' l'era gia' guadagnato.

Nato a Trieste nel 1912, giornalista alla Gazzetta dello Sport, Della Pergola concepisce la geniale idea mentre e' il prigioniero n. 21915 in un campo di lavoro in Svizzera, dove era stato deportato nel '38 a causa delle persecuzioni contro gli ebrei. A guerra finita la presenta a Giulio Onesti, allora commissario liquidatore del Coni, e nel settembre 1945 - con i colleghi Fabio Jegher e Geo Molo - fonda la 'Sport Italia Societa' A (responsabilita') Limitata'.

Si parte con 30 lire a colonna e la Sisal diventa in breve un veicolo per realizzare sogni, grandi e piccoli: gia' nel '48 un concorso colleziono' 290 mila vincenti. Ma il primo a cambiar vita per davvero e' Pietro Aleotti, da Treviso. Nella primavera del 1947 vince 64 milioni. E nel '49 il signor Giovanni Mannu - con la colonna ormai consolidata a 13 pronostici - incasso' 77 milioni.

Dopo 94 concorsi, nell'estate 1948, il Coni assumera' per decreto legge la gestione diretta del gioco. Nasce il Totocalcio e per pagare la trasferta olimpica di Londra la colonna sale a 50 lire. A superare il tetto delle nove cifre ecco Luigi Piacenza e Renzo Pinferri di Prato: il 25 ottobre 1953 incassarono 104 milioni. Anche loro, come Mannu, furono travolti dall'improvvisa ricchezza, soffocati dall'abbraccio di amici e parenti.

Perche' dietro le favole della schedina si sono nascoste pure tragiche realta'. Come quella dell' 'anonimo' che nel 1977 supero' il muro del miliardo: provo' a inventarsi imprenditore, falli' e qualche anno dopo, pieno di debiti, mori' travolto da un treno che stava cercando di prendere in corsa. E' cosi', anche per scaramanzia, che dagli anni '60 i vincitori sono sistematicamente anonimi e aggirano l'obbligo di pagamento nominale della vincita affidandone la riscossione ad avvocati, notai e banche.

Nel 2003 si abbandona il 13 per passare al 14. La sostanza resta immutata, ma per chi a quel gioco curioso costruito sulle combinazioni di 1, X e 2 ha sempre abbinato il traguardo del 13, qualcosa cambiera' per sempre.

(da Ansa.it)

Postato da: kikopiu a 04/05/2006 13:48 | link | commenti |

08/04/2006
CORTE GB: DAN BROWN NON HA COPIATO CODICE DA VINCI

 LONDRA - L'alta corte di Londra ha stabilito che Dan Brown non ha copiato il saggio 'The Holy Blood and the Holy Graal' per scrivere il suo bestseller 'Il codice Da Vinci'.

L'autore, in un commento a caldo, ha espresso la sua soddisfazione per la decisione: "Il verdetto mostra che la causa non aveva merito. Sono ancora sbalordito dal fatto che questi due autori abbiano voluto intentare questa azione". L'Alta corte, pur ammettendo che Brown ha preso alcuni elementi dal saggio del 1982 firmato da Michael Baigent e Richard Leigh (che avevano denunciato la casa editrice Random House, che ha pubblicato sia 'The Holy Blood', sia il 'Codice'), non ha ravvisato gli estremi di violazione del diritto d'autore.

I due affermavano che il libro di Brown, il più grande bestseller della storia dell'editoria (oltre 40 milioni di copie vendute, ancora nella top 10 di molti paesi a tre anni dall'uscita), aveva preso dal loro lavoro la teoria centrale del romanzo: che Gesù e Maria Maddalena ebbero un figlio, e che ci sarebbero loro discendenti ancora nel mondo d'oggi.

Brown, nella sua deposizione, aveva ammesso di aver letto il libro di Baigent e Leigh mentre faceva ricerche per il 'Codice' (appare anche in una scena del romanzo), ma aveva spiegato che era uno delle fonti usate, e che non aveva preso dal saggio l'idea del suo romanzo.

(da Ansa.it)

Postato da: kikopiu a 08/04/2006 13:28 | link | commenti |

07/03/2006
CINEMA: CARLO VERDONE GIOCA LA CARTA MUCCINO

 
Carlo Verdone ROMA - ''Come parli antico, me sembri Ugo Foscolo'', dice Silvio Muccino a Carlo Verdone. Siamo oltre la meta' del film e ormai si capisce che questa e' una delle ultime schermaglie: tra i due la guerra e' finita. Invece all' inizio di 'Il mio miglior nemico', ultimo film di Verdone che esce venerdi' in oltre 600 sale, erano volati schiaffi, pugni e minacce pesanti.

In effetti i due sembrano appartenere a due mondi, oltre che due generazioni, diversi: Verdone dirige una catena di alberghi di lusso di proprieta' della moglie e del cognato, ha una splendida casa, un invidiabile tenore di vita e un solido lavoro. Si e' fatto da solo ed ha un solo Dio: il denaro. Muccino invece e' un ragazzotto senza aspirazioni, sogni o desideri: cresciuto senza padre in un quartiere popolare di Roma e' costretto ad occuparsi della madre nevrotica e instabile, che per l' appunto lavora in uno degli alberghi diretti da Verdone.

E quando questo licenzia e umilia la donna accusandola di furto, Muccino perde il lume della ragione: prima lo affronta direttamente ma viene respinto in malo modo, poi cerca di scovare un suo punto debole per potergli rovinare l' esistenza. E non ha difficolta' a trovarlo: Verdone ha una relazione segreta con la moglie del cognato, che e' anche suo datore di lavoro, una focosa sudamericana. Cosi' in una delle scene piu' comiche del film, Muccino segue Verdone e lo coglie sul fatto avvinghiato alla donna dentro una macchina posteggiata in un parco infestato da guardoni. Lo fotografa col telefonino tra gli scatti molto piu' professionali dei voyeur che si offrono volenterosamente di aiutarlo (''se me dai 'na mail te mando la foto con l' allegato'') e il gioco e' fatto.

Muccino consuma lentamente la sua vendetta: prima spedisce le foto a casa di Verdone, che fa il duro e offre irrisorie somme di denaro per riaverle indietro e poi, proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti delle nozze d' argento dei due, distribuisce la prova del tradimento sui tavoli degli invitati. ''Ma chi so' 'sti due?'' si difende Verdone negando l' evidenza. Ma non c' e nulla da fare: la moglie lo caccia di casa, il cognato lo licenzia e lui si trova in mezzo a una strada a ricominciare tutto da capo.

Ma la storia non finisce qui perche' nel frattempo sono successe due fatti fondamentali. Primo: Muccino si e' innamorato, ricambiato, di una ragazza senza sapere che e' la figlia di Verdone. Secondo: la ragazza, credendo che invece lui sappia e abbia voluto consumare anche attraverso lei la sua vendetta, scappa di casa. A questo punto i due, volenti o nolenti, sono costretti ad allearsi per rintracciare la ragazza e nel corso di un lungo viaggio che li porta da Roma a Sabaudia al Lago di Como, Ginevra e Istambul finiscono per diventare complici. Da una parte Verdone riscopre i sentimenti e l' umanita' perduti, dall' altra Muccino intravede in lui la figura paterna che non ha mai avuto.

Arrivato al suo ventesimo film da regista, Verdone, sempre impegnato a mantenere il difficile equilibrio tra dramma e comicita', gioca la carta Muccino e la coppia, tra sganassoni e nasi rotti, scontri fisici e verbali, insulti e minacce, funziona. Ma funziona bene tutto il cast, da Agnese Nano a Sara Bertela', alla giovane Anna Caterina Morariu a Paolo Triestino, fino a tutti gli attori cui sono stati affidati piccoli ruoli di portantini o malavitosi romani, semplici passanti lombardi o lestofanti turchi. E grazie anche al confronto intergenerazionale su cui si impernia tutta la storia, il film sembra destinato al successo di fronte a un pubblico che da tre settimane sta premiando 'La notte prima degli esami', un film rivolto sia ai diciottenni che ai cinquantenni.

(da ansa.it )

Postato da: kikopiu a 07/03/2006 23:29 | link | commenti (1) |

03/03/2006
BAGLIONI E MOGOL CON SONY BMG CONTRO IVA DEI CD AL 20%

      [PHOTO SITO] CLAUDIOBAGLIONI     (ANSA). NNNN   (ANSA) - Claudio Baglioni e Mogol appoggiano l' iniziativa della Sony Bmg che, da venerdi', applicherà uno sconto del 16%, pari alla differenza tra l'aliquota Iva applicata sul disco (20%) e quella dei prodotti culturali (4%), su alcuni dei propri prodotti.

L'iniziativa - spiegano da Sony Bmg - nasce non solo a favore dei consumatori, ma anche per sensibilizzare il legislatore sull' opportunità che l'Italia faccia del disco un prodotto culturale assoggettato all'Iva del 4% invece del 20%, equiparando l'aliquota a quella già applicata, per esempio, agli spartiti e ai libri. "Anche io ho aderito all'iniziativa - dice Claudio Baglioni, uno dei tanti artisti che partecipano alla proposta rinunciando ad una parte dei propri compensi - credo che sia importante riportare l'attenzione degli organi istituzionali e del pubblico su questa palese contraddizione che penalizza la fruizione dei dischi e la cultura italiana". Per dirla con Mogol "la musica è cultura e deve essere resa accessibile a tutti: ho deciso di partecipare a questa campagna in prima persona, perché ritengo - dice il grande paroliere - che sia importante dare un segnale forte non solo a parole, ma concretamente, nei fatti".
Da venerdi' e per tutto marzo i cofanetti SonyBmg più richiesti dal mercato, composti da 3 Cd, costeranno 24 euro e 90 anziché 29 euro e 90. Diciotto i titoli proposti, tra cui 'Tutti qui' di Baglioni, 'In direzione ostinata e contraria' di De André, 'Canzoni al massimo' di Vasco Rossi, 'Le avventure di Lucio Battisti e Mogol'. Per tutto aprile, poi, una selezione di 18 titoli passerà dal prezzo di 10 euro e 90 a un prezzo di 8 euro e 90 euro. Nel mese di maggio sarà la volta di 30 cd doppi, che costeranno 15 euro e 90 invece di 19 euro e 90.

(da ansa.it)

Postato da: kikopiu a 03/03/2006 09:12 | link | commenti |

17/02/2006
La Sony-BMG sconta TUTTI QUI

Se non ci pensa il governo ci pensiamo noi”, e così la Sony-BMG ha deciso di scontare il prezzo del CD del 16%, ossia la differenza tra l'aliquota IVA applicata sul disco e quella dei prodotti culturali come i libri che è del 4%.

Lo ‘scorporo' dell'imposta inizierà a Marzo e verrà attuato inizialmente sui cofanetti che scenderanno di 5 Euro, dai 29.98 ai 24.90; poi ad Aprile sarà la volta dei ‘nice price' che si abbasseranno di 2 Euro (da 10.90 a 8.90); e in fine a Maggio i CD doppi subiranno uno sconto di 4 Euro passando dagli attuali 19.90 a 15.90.
La decisione della Sony-BMG è una scelta forte e un gesto popolare che va incontro alle richieste delle migliaia di ascoltatori e amanti della musica; ma soprattutto è una risposta all'immobilità del Governo sul tema del caro CD.
“Come è purtroppo risaputo, il prodotto discografico è oggi classificato in Italia tra i ‘beni di consumo di lusso' e non come prodotto culturale” si legge nel comunicato stampa “Questo nonostante lo Stato inserisca la musica tra le materie obbligatorie d'insegnamento alla stregua della letteratura o della storia, impegnando lodevolmente molte risorse affinché sin dalla più tenera età le nuove generazioni siano educate allo studio ed all'ascolto di quella che da sempre è considerata la regina delle arti.
Quello di Sony BMG non è quindi uno sconto, ma un atto concreto di libertà e di giustizia nei confronti degli appassionati e dei musicisti, degli artisti e dei rivenditori”.
Vi ricordiamo che il prezzo scontato del 16% è solo consigliato, non obbligato, dovete quindi stare attenti ai quei negozianti che approfittano della bontà della Sony-BMG per allargare le proprie tasche.
Per informazioni sui titoli facenti parte di questa promozione vi consigliamo di visitare il sito.
Di seguito i titoli dei CD BOX scontati:

Claudio Baglioni "Tutti Qui"

Fabrizio De André "In Direzione Ostinata E Contraria"

Vasco Rossi "Canzoni Al Massimo"

Lucio Battisti "Le Avventure Di Lucio Battisti E Mogol"

Lucio Battisti "Le Avventure Di Lucio Battisti E Mogol 2"

Mia Martini "La Neve, Il Cielo, L'immenso"

Bob Dylan "Biograph"

Giorgio Gaber "Giorgio Gaber, Prima Del Signor G"

Rino Gaetano "Sotto I Cieli Di Rino"

Janis Joplin "Janis"

Patty Pravo "Canzoni Stupende"

Various "Le Storie di Mogol"

Various "Grandopera"

Aerosmith "Pandora's Box"

Earth, Wind and Fire "The Eternal Dance"

Elvis Presley "The History"

Carlos Santana "The Dance Of The Rainbow Serpent"

(da www.doremifasol.org )

Postato da: kikopiu a 17/02/2006 11:36 | link | commenti (1) |

14/01/2006
SKIPPER ITALIANA, COSI' LE BALENE FINISCONO NEL PIATTO

  ROMA - Balene squartate, lasciate agonizzanti anche per oltre un'ora, poi la carne viene surgelata e impacchettata per essere portata sul mercato giapponese e finire nel piatto dei nipponici. Queste le prove definitive raccolte da Greenpeace per dimostrare che la caccia alle balene viene fatta solo per scopi commerciali. ''Con la scusa della ricerca scientifica stanno facendo un massacro''. Tuona cosi' la skipper italiana, Caterina Nitto, la 32enne milanese diventata la Giovanna d'Arco dei giganti del mare e da due mesi imbarcata sull'Esperanza, una delle due navi di Greenpeace (l'altra e' l' Artic Sunrise) in azione contro i balenieri nell'Oceano Indiano meridionale, ai confini con il Continente Antartico.

E racconta all'Ansa: ''Qualche giorno fa una nave cargo si e' affiancata alla nave officina, dove viene trattata la carne, per il trasferimento di non so quante tonnellate di carne gia' impacchettata e pronta per essere trasferita sul mercato giapponese. Se questa e' ricerca scientifica!''. Salvare le balene dagli arpioni dei giapponesi per Caterina e' diventata questione di vita e tutti i giorni, insieme ad altri circa 60 attivisti di Greenpeace, entra in azione per fermare il massacro. Dopo l'intensa operazione di speronamento all'inizio della settimana, che le ha lasciato segni indelebili nell'animo, forse per la prima volta dalle sue parole traspare una vena di ottimismo: ''Decisamente - dice Caterina - il bilancio e' a nostro favore. Abbiamo quasi dimezzato la quota di caccia giornaliera. Quest'anno erano previste 950 balene, siamo a piu' della meta' della stagione di caccia e ne hanno uccise solo, si fa per dire, 250, pochissime se si considera cosa avveniva gli altri anni. Questo dimostra che la nostra azione sta rallentando di molto le operazione delle tre baleniere giapponesi, anche se ogni giorno purtroppo ne vengono cacciate una decina''.

Una lotta, per salvare le balene, ''che toglie il fiato'' e lo dice un'attivista come Caterina da 10 anni impegnata con Greenpeace e da 3 imbarcata sulle navi dell'associazione. ''Da un lato - racconta la skipper - toglie tante energie ma quando si vede una balena che riesce a sfuggire e ad essere libera e' una sensazione infinita che da' una soddisfazione incredibile''. Sicuramente, prosegue, ''e' pesante sia fisicamente che mentalmente ma l'idea di fermare questa mattanza ci da' la forza per continuare''. Quindi l'appello: ''Dobbiamo fermarli, tutto il mondo deve partecipare, non solo noi che siamo qua ma che siamo solo la punta di un iceberg. Tutti devono lanciare il nostro messaggio al Giappone e agli altri Paesi che ancora cacciano le balene''.

''Sono animali meravigliosi e pacifici - prosegue Caterina parlando tutto d'un fiato - e li stiamo perdendo''. Ecco perche' gli attivisti di Greenpeace non sono disposti a mollare nemmeno per un secondo l'operazione di disturbo. ''Il nostro scopo e' rallentare la caccia e far indignare il mondo e ci stiamo riuscendo, anche l'opinione pubblica giapponese sembra stia reagendo a nostro favore. Non so quanto resteremo ancora qui. Altre due settimane almeno, forse di piu' ma ora bisogna andare avanti con il lavoro di lobbing e d'ufficio''. Intanto Caterina non molla il campo, pronta a scattare con i suoi compagni attivisti. Ma la sua esperienza, una volta a casa, non finira' mai. In lei ci saranno sempre impresse le immagini strazianti di quei bestioni inermi sotto i colpi dei boia. ''La caccia e' rimasta quella di un tempo - racconta ancora Caterina - ed e' drammatica perche' la balena non muore subito, puo' restare in agonia anche un'ora. Ne abbiamo vista una che ha sofferto anche per un'ora e venti con le carni aperte''.

Immagini che infondono ancora piu' forza a Caterina che tra le balene ha realizzato i suoi desideri da bambina. ''Avevo due sogni da sempre, da quando ero piccola - dice la skipper - uno di fare qualcosa per l'ambiente e gli animali l'altro di navigare in mezzo agli iceberg''. Ma ora non e' il momento di sognare. Per Caterina che ha lottato contro la deforestazione, che ha portato conforto alle popolazioni colpite dallo Tsunami e che ora cavalca la vita delle balene, e' arrivato il momento di ripartire: ''Devo andare, stiamo armando i gommoni''. Per i giapponesi non sara' facile.

Da Ansa.it

Postato da: kikopiu a 14/01/2006 12:45 | link | commenti (3) |

15/12/2005
Firenze sto arrivandoooooo!!!!

Il grande giorno sta per arrivare!! L' XI Raduno CLAB 2005 è alle porte, sabato mattina partenza alle 7.00 destinazione Fiumicino e poi dritti dritti a Firenze!!

Al mio rientro spero di scrivere un bel resoconto... e spero anche di riuscire a postare alcune foto!!

A prestissimo..

Kiko

Postato da: kikopiu a 15/12/2005 18:38 | link | commenti (1) |

13/12/2005
SONO TANTO FELICE, DICE BAGLIONI AL SUO PUBBLICO MALTESE

di Fiona Galea Debono
 
Durante il suo concerto a La Valletta, sabato sera, Claudio Baglioni ha tenuto in pugno il pubblico, che applaudiva a cantava assieme a lui le sue canzoni, classici senza tempo che hanno quasi acquisito lo status di veri e propri inni, persino fuori d’Italia. Il cantautore italiano ha affascinato e rapito un teatro completamente esaurito in ogni ordine di posti, e lo ha fatto non solo con la sua musica, con la profondità ed il romanticismo dei suoi testi e con la potenza della sua voce, ma anche attraverso i suoi poetici – ed a volte persino umoristici – intermezzi parlati fra una canzone e l’altra, attraverso la sua capacità di interagire con il pubblico ed attraverso il suo bell’aspetto incredibilmente ben preservato, il suo sguardo felice ed il suo sorriso radioso.
Claudio Baglioni ha cantato dinanzi ad un pubblico di 1.400 persone, tutte tirate a lucido e vestite da sera per l’occasione. Benché, a prima vista, la serata potesse sembrare troppo formale ed il pubblico troppo rigido, con gli uomini in completo scuro e le signore ingioiellate in abito da sera, non appena il sipario si è alzato è stato subito chiaro che gli spettatori avevano una gran voglia di lasciarsi andare, e va detto che lo hanno saputo fare proprio bene!
A breve distanza dal sipario – in effetti, praticamente sul bordo del palco – è apparso il cantante, seduto su uno sgabello, chitarra imbracciata, causando nelle file più vicine (in particolare nel caso dei fans della prima fila anteriore, che egli ha voluto ringraziare per il loro entusiasmo) un’esplosione di eccitazione, manifestatasi in urla e nell’agitarsi anche di qualche striscione qua e là.
A dispetto delle dimensioni imponenti del Mediterranean Conference Centre, si è immediatamente venuto a creare un ambiente intimo non appena Claudio Baglioni ha iniziato il suo one-man show ininterrotto, della durata di due ore e mezza. Dimostrando la sua grande versatilità, si è mosso tra la chitarra, il pianoforte e la tastiera elettrica... e ad un certo punto ha cantato senza il benché minimo accompagnamento musicale. "Collaudando" l’acustica del MCC, Claudio Baglioni ha interpretato una canzone sul tema del Nuovo Anno, e lo ha fatto senza musica, senza microfono e facendo a meno di qualsivoglia altra forma di tecnologia. La sua sola voce ha sostenuto l’esecuzione, facendo balzare il suo pubblico in piedi ad applaudire in una standing ovation, il che lo ha portato ad esprimere, con modestia, tutta la sua gratitudine. A detta degli organizzatori, i managers del cantante hanno affermato che non gli avevano mai sentito fare la versione a cappella di quel brano, sostenendo essersi trattato della primissima volta. "Sei unico!" [in italiano], gli ha urlato un fan. "Sì, lo so," ha risposto lui, ridendo, guardandosi attorno sul palco vuoto, occupato solo da lui e dai suoi solitari strumenti musicali.
Claudio Baglioni si è anche prodotto nel tentativo di pronunciare alcune frasi in maltese, che sono uscite fuori un po’ a spizzico ma appropriatamente … anche se lui, scherzando, ha affermato di non avere idea di cosa mai avesse detto, e che - per quanto ne sapeva - poteva avere anche invitato il pubblico ad andarsene! Durante il concerto è capitato di sentirgli infilare ogni tanto una frase in maltese - "kemm jien kuntent" (sono tanto felice), per esempio - dopo una piccola pausa nella quale egli con ogni evidenza stava cercando di ricordarsi le parole per pronunciare la frase correttamente. "Ah, la memoria!" [in italiano], ha sospirato – indirettamente riferendosi alla sua età, che in ogni caso il suo aspetto fisico non tradisce per nulla – nel cercare di ricordare i versi e le note scritte nell’intero arco di una carriera di successo che ormai copre già 40 anni. Il suo repertorio di sabato è stato un viaggio lungo una nostalgica via della memoria, con canzoni come Porta Portese e Signora Lia, scritte molto tempo fa, ai suoi esordi, e che erano familiari al pubblico maturo. "Senza nostalgia," ha detto Claudio Baglioni al suo pubblico in una toccante introduzione a Mai Più Come Te, "molte delle persone che abbiamo conosciuto e dei posti che abbiamo visitato non esisterebbero più..."
Ha lasciato il palco avvolto da una standing ovation, ma vi è poi ritornato tre volte, per cercare di soddisfare un pubblico che, semplicemente, sembrava non essere mai sazio. Alla fine ha cantato l’attesa Piccolo Grande Amore, benché la sua stessa voce finisse quasi con l’essere coperta dalle urla del pubblico, che ne conosceva tutte le parole; ha anche cantato il suo ultimo singolo, meno conosciuto, Tutti Qui, per poi concludere con Mille Giorni di Te e di Me.
Alla fine il pubblico ha lasciato Claudio Baglioni libero di porre fine alla sua esibizione, ma non prima che alcuni fra loro fossero riusciti ad avvicinarsi al palco per stringergli la mano, porgergli fiori e dargli un’occhiata più da vicino.
Ma la festa non era ancora finita per l’artista. Dopo il concerto egli ha cenato al ristorante D'Agostino di La Valletta, rimanendovi, assieme agli organizzatori locali, fino alle 3 del mattino, quando persino la sua troupe ed il suo management se n’erano andati e con lui, del suo staff, erano rimaste solo le sue due guardie del corpo/assistenti.
Gli organizzatori sono rimasti impressionati, raccontando di quale "meravigliosa persona egli sia, e di come sia un uomo estremamente piacevole e colto ". Claudio Baglioni aveva chiaramente fatto i suoi studi e le sue ricerche prima di recarsi a Malta, ed ha dimostrato un grande interesse. In effetti non ha smesso di fare domande riguardo al Paese, alla sua situazione politica, via via fino agli "effetti dell’Euro".
Gli organizzatori, ossia la MnG Promotions e la Colours of Malta, si sono detti a loro volta compiaciuti di come l’evento sia andato alla perfezione, dicendo che tanto Claudio Baglioni quanto il suo management "hanno apprezzato enormemente". "Sono stati colti di sorpresa dall’accoglienza del pubblico. Non è per lui una cosa usuale l’esibirsi all’estero per platee di non italiani, e si è sorpreso per il fatto che il pubblico cantasse assieme a lui in una lingua straniera". Il cantante, a quanto pare, si è goduto il concerto al pari del suo pubblico, apprezzando anche la location di interesse storico. Baglioni, essendo un architetto nel suo tempo libero, era pertanto in grado di apprezzare compiutamente l’eredità architettonica maltese. Il direttore di MnG Promotions, Nigel Camilleri, ha detto che le relazioni intrecciate con il management dell’artista sono talmente buone che, "auspicabilmente saremo in grado di accordarci nuovamente con loro per portare qui pure altri artisti, ma anche, e nuovamente, Baglioni". Anche se non dovesse essere per un altro concerto, è altamente probabile che lui qui tornerà comunque, avendo manifestato un amore per Malta nonché l’interesse a ritornarvi in vacanza.
(traduzione di Alberta tratta da Tonyassante.com
articolo originale in inglese http://www.timesofmalta.com/core/article.php?id=208577 )

Postato da: kikopiu a 13/12/2005 12:03 | link | commenti |

18/11/2005
Waters dopo Ça Ira: Grazie, ora torno al rock

           

di Paolo Gallori

"Sono molto felice di essere qui. Non parlo la vostra lingua e per questo sono costretto a leggere...". Queste le prime parole di Roger Waters, sommerso di applausi quando sale sul palco della Sala S. Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica, dove l'orchestra Roma Sinfonietta diretta da Rick Wentworth, il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano, il Coro C. Casini dell'Universtità di Tor Vergata e il Coro di voci bianche Alessandro Longo hanno già preso posto per eseguire la prima mondiale della sua opera, Ça Ira.

"Vorrei ringraziarvi per essere intervenuti questa sera..." prosegue Waters, interrotto ancora da urla e battiti di mani. Roger attende il ritorno del silenzio, poi continua, con voce commossa: "Desidero dedicare questa prima rappresentazione ai miei amici Etienne e Nadine Roda-Gil (coniugi, entrambi scomparsi, rispettivamente autori del libretto dell'opera e dei bozzetti per la scenografia). Mi dispiace che non siano qui stasera...Vi prego di dare il benvenuto al mio amico e collaboratore, il maestro Rick Wentworth..."

L'ovazione che accompagna l'uscita di scena dell'ex Pink Floyd si ripete, esplosa all'ennesima potenza, quando vi fa ritorno alla fine di Ça Ira. Il pubblico ora assedia il palco per tendere una mano verso Roger. Dopo aver abbracciato maestro, cantanti e musicisti, lui ne stringe qualcuna. Un gesto d'amore dovuto a una delle menti più complesse e profonde tra quante hanno fatto la storia del rock.

Un gesto premeditato dai tanti fan accorsi a Roma con l'obiettivo prioritario di guardare Waters negli occhi, finalmente. Prima di entrare nell'Auditorium, quei fan hanno schivato bagarre di auto e motorini, bagarini e bancarelle con il merchandising di Ça Ira. Proprio come a un concerto rock. Ma non è un concerto rock. E gli irriducibili appassionati dei Pink Floyd si immergono in un'atmosfera "colta" per rivivere in musica le vicende della Rivoluzione Francese, dalla presa della Bastiglia al Terrore, senza veder rotolare una sola testa. Piuttosto, ascoltando l'invito, reiterato nel finale dell'opera, a non abbassare la testa davanti al potere, a non arroccarsi nella torre dei privilegi, a dividere il benessere con gli altri. Più che inscenare la "danza macabra" della ghigliottina, è questo il vero obiettivo di Waters.

Roger regala un ultimo sguardo all'audience e scompare dietro le quinte. Proviamo a raggiungerlo e lo ritroviamo lungo il corridoio infinito che corre intorno alla Sala S. Cecilia, dove sono distribuiti i camerini, attorniato da pochi, fortunati e selezionatissimi fan. Mentre lui firma copie di Ummagumma e Dark Side Of The Moon è tutto un vortice di orchestrali. I ragazzi entusiasti distribuiscono pacche sulle spalle e complimenti anche ai cantanti. Il sudatissimo baritono di colore Keel Watson firma anch'egli i suoi bravi autografi.

Su indicazione dello staff ci accomodiamo in una saletta con tanto di pianoforte a coda e aspettiamo. Alla fine Roger arriva. "E' andata benissimo. Devo dire che mi sento sollevato. L'orchestra ha suonato meravigliosamente, i cantanti sono stati superbi. Anche la sincronia tra la musica e le immagini ha funzionato. Ma sono stati i bambini del coro, le voci bianche, a commuovermi. Hanno dovuto imparare e cantare un'opera in una lingua diversa dalla loro. Insomma, mi è piaciuto tutto".

Waters trapassa gli interlocutori con i suoi gelidi occhi azzurri. Sembra attendere le domande, in realtà vorrebbe farne una lui: "Vi è piaciuto?". Come dirgli di no...Mr Waters, è questa la versione definitiva di Ça Ira? "Quello a cui avete assistito è un punto di partenza. L'allestimento messo in scena qui a Roma, con i cantanti, l'orchestra e il coro sullo stesso palco e le immagini proiettate sullo schermo, è solo la prima pietra. Ma io il mio compito ormai è finito. Adesso tocca a qualcun altro investire le sue energie e i suoi soldi su Ça Ira per allestire un'opera dotata di una scenografia vera e di tutti gli altri ingredienti che la rendano uno spettacolo più ricco anche per gli occhi".

E' contento della resa dell'opera in sala? Sul viso di Waters compare il primo vero sorriso. "L'Auditorium è una struttura fantastica. Mi ritengo davvero fortunato di aver potuto godere di una prima mondiale per la mia opera in un teatro così...magico. E' un luogo perfetto per la musica, esaltata in ogni sua più piccola sfumatura. Ma vorrei estendere i miei complimenti anche al pubblico. Così caldo, appassionato, quasi rock. Come artista rock conoscevo bene il pubblico italiano, ricordo il clima che si respirava nei concerti tenuti in Italia. Ma stasera mi ha davvero sorpreso, è stato ancora più incredibile. Così partecipe..."

Nella saletta fioccano gli accostamenti a Prokofiev, a Brahms. "Di certo amo quei compositori e sono particolarmente incuriosito da tutti i riferimenti che la stampa ha tirato fuori dopo aver ascoltato Ça Ira. Ma in definitiva posso dirvi una cosa: sono sempre stato ispirato da chiunque riesce a comunicare il senso dell'umanità in musica. Da chi riesce a cogliere una verità, a portarla nel cuore e a ergersi nell'arte per riaffermarla".

Il tempo a disposizione è terminato, per Roger è tempo di andare. Prima del congedo, quando tutti sono in piedi, un'ultima domanda. E adesso cosa farà, Mr Waters? "Di certo un paio di album rock. Sapete, la musica classica è come una droga. E dopo tutti gli anni spesi per portare a termine di Ça Ira e per metterla in scena mi sento davvero addicted. Devo disintossicarmi". Un paio di album rock...La piccola folla che piantona le uscite dell'Auditorium stringendo tra le dita dischi e CD non attende altro...Merry Christmas Mr Waters!

(da kwmusica.kataweb.it  18 novembre 2005)

Postato da: kikopiu a 18/11/2005 14:04 | link | commenti (1) |

15/11/2005
BASTA!!!

Mettiamo fine a questa crudeltà!

Basta a questo scempio!!

http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/

(solo per forti di stomaco!)

Postato da: kikopiu a 15/11/2005 23:41 | link | commenti |

Signora delle ore scure

Signora delle ore scure
pelle sfumata d'ombre in fuga dalla stanza
sugli occhi un guanto di luce
accarezzai l'idea di lei in lontananza
signora delle ore scure
dolci colline intorno a un muschio vellutato
misteri oltre le ciglia
furtivo come un gatto io mi son laveto
vecchio compagno che aspetto il mio animaletto
sono più grande ho dormito più di lei
e del suo cuore
chiuso in cantina
delle sue guance
pane caldo della mattina
di quel suo viso
diamante puro
di quella schiena che le tiene l'anima
stretta al sicuro
ti succhierei per ore e più
cioccolatino nella bocca
senza mai mandarti giù
signora delle ore dure amazzonica
adolescente nuca morbido sentiero
dove cammino i miei sguardi
a guardia del suo sonno immobile guerriero
signora delle ore dure caraibica
alba sbucciata odore aspro di un'arancia
le ragnatele del giorno
da allontanare via da lei con una lancia
ma c'è una lampada accesa no è solo il sole
solo di sole se riuscissi a vivere
dei suoi capelli
alghe del mare
di quei suoi occhi
olive dolci e mandorle amare
di quelle brune
nomadi dita
delle narici Dio le benedica è lì
che prende la vita
piccolo chicco di caffè
tu non mi devi sempre credere
ma sempre credi in me
non voglio che tu sia un ostaggio
in questo disperato viaggio
l'agnello messo sull'altare
del mio villaggio di fumo
che tu sia solo un tatuaggio
su questo petto di selvaggio
un flipper preso per i fianchi
a farsi coraggio e uomo
fra quelle braccia
colme di seno
su quelle gambe
rami forti e umido fieno
sopra il suo corpo
preso ai pittori
su quella bocca che qualcuno le comprò
al banco dei fiori
e fu così lei dentro un sogno
lei stessa un sogno una vaghezza
io le invidiavo la purezza
dell'impossibile il suo cammeo
il musicista ritrovò
la musica sua sola sposa
la musa allora ritornò
al suo museo

Claudio Baglioni

Postato da: kikopiu a 15/11/2005 16:20 | link | commenti |

14/10/2005
Il nuovo singolo di Claudio Baglioni

TUTTI QUI
---

Come i giorni sono tanti
a guardarli da quassù
e a portarli tutti avanti
quanti restano laggiù
ti inventi allora degli istanti
che la vita non da piu
sotto le dita quei momenti
che vorresti ancora tu
tutti qui.

Santa musica leggera
per chi è senza compagnia
per un’esistenza intera
per amore o per pazzia

che dura tenerezza c’era
al rientro di periferia
dentro un ragazzo di pianura
a caccia della sua poesia.

Tutti qui, tutti qui
i miei viaggi che vago
per quel mare che ormai è un lago
tutti qui i miei sogni
di essere un mago
e di correre il vento mai pago

e per battere il mio tempo
l'ho dovuto vivere e
mi ha rubato nel frattempo
tutti quanti gli altri me.

E una canzone non è niente
è un odore o una bugia
soffia al cuore della gente
mentre prova a volar via

dal ponte amaro del presente
dietro a qualche nostalgia
o un metro dopo l'orizzonte
sopra il treno della fantasia.

Tutti qui, tutti qui
i miei passi all'assalto
delle strade di nubi e asfalto
tutti qui i miei sguardi
oltre il cielo in un salto
per vederlo una volta dall'alto

e arrivare in capo al mondo
e alle stelle che non hai
ma siamo storie di un secondo
di chi non ha vinto mai.

Tutti qui, tutti qui
i miei anni alle porte
sulle scale di un pianoforte
tutti qui i miei pezzi
a ingannare la sorte
per cantare più a lungo e più forte.

Se nel sole di domani
ci perdessimo così
e se anche fossimo lontani
noi saremo insieme sempre tutti qui.

 

Postato da: kikopiu a 14/10/2005 15:20 | link | commenti (2) |

05/10/2005
PULSE in DVD in uscita il prossimo 5 dicembre: E' UFFICIALE

E' ufficiale che il DVD che celebre l'ultimo tour dei Pink Floyd, uscirà il prossimo 5 Dicembre 2005.

Come già annunciato sarà un doppio dvd e la scaletta è molto strana: il primo disco è la riproposizione della prima parte del concerto precedentemente edito su videocassetta con l'aggiunta di bonus track tra cui le tanto sospirate "What Do You want from me", "Marooned" e "On the turning away" e "Poles Apart".

Il secondo disco lascia il posto a Dark Side of The Moon con alcuni bonus, anche il "Behind the scenes"..ma ecco la track list ufficiale:

     
Tracklist Disco 1

Concert Part 1:
- Shine On
- Learning To Fly
- High Hopes
- Take It Back
- Coming Back To Life
- Sorrow
- Keep Talking
- Another Brick In The Wall Pt 2
- One of These Days

Screen Films:
- Shine On
- High Hopes
- Learning to Fly

Bootlegging the Bootleggers:
- What Do You Want From Me
- On The Turning Way
- Poles Apart
- Marooned

Shorts:
- Time (Eames)
- Money (Alien)
- Speak To Me 1987
- Pulse TV Advert

Videos:
- Learning To Fly
- Take It Back

Tracklisting Disc 2

Concert Part 2:
- Speak To Me
- Breathe
- On The Run
- Time
- The Great Gig In The Sky
- Money
- Us And Them
- Brain Damage
- Eclipse
- Wish You Were Here
- Comfortably Numb
- Run Like Hell

Screen Films:
- Speak To Me (graphic)
- On The Run
- Time 1994
- The Great Gig in the Sky (wave)
- Money
- Us And Them 1987
- Brain Damage
- Eclipse

Alternate Screen Films:
- The Great Gig In The Sky (animation)
- Us And Them 1994

Behind the Scenes Footage:
- Goodbye to Life As We Know It

Wish You Were Here:
- Rock and Roll Hall of Fame Induction Ceremony
Photo Gallery

fonte: Floydstuff   da www.pink-floyd.it

Postato da: kikopiu a 05/10/2005 22:51 | link | commenti |

29/09/2005
ALDO, GIOVANNI E GIACOMO, RITORNO AL PALCOSCENICO

 Aldo, Giovanni e Giacomo MILANO - Vecchiette raggirate, baby gang, microcriminalità, droga, assalti alle farmacie, tentativi di scassinare i bancomat, bambini caduti dalle finestre... Cronaca nera degna delle periferie di una moderna megalopoli? Niente affatto: è uno spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo. Anzi, il prossimo spettacolo del celebre trio, che ha deciso il ritorno al vecchio amore, il teatro, a 10 anni da 'I Corti' e dopo la parentesi tutta milanese di 'Tel chi el telun' (1999).

E si capisce subito, allora, che tutti gli episodi seri e a volte dolorosi che si vivono nella realtà di certe periferie, viste dagli occhi dei tre diventano spunto per sdrammatizzare, per fare ironia sui personaggi coinvolti, occasioni per gag e caricature. E si materializzano personaggi come il trainer- shopping, il compulsing-buyer, il nonno in affido che vuole fare il free-jumping dalla terrazza, il vigile di quartiere che ha "una tendenza a vestirsi di verde" (sarà leghista? "Ma lei pensa proprio sempre alla politica...", risponde Giacomo alla domanda del cronista).

Fatto sta che per il trio è ricominciata l'era del teatro: "Mah, sì - dice Giovanni - è venuto da noi Paolo Guerra (il produttore), ci ha fatto dei bei discorsi, che la nostra missione era quella di far ridere gli italiani, che non potevamo continuare a tradire il nostro pubblico che ci vuole bene...". "Insomma, ci ha fatto piangere - interviene Aldo - così abbiamo ceduto". In realtà, dopo tanto cinema, "sentivamo il bisogno del contatto col pubblico vero - è Giacomo che parla - che ti rigenera completamente, ti dà energia nuova, adrenalina al massimo". E il cinema? "E' solo rimandato. Ci penseremo dopo". E la tv? "Anche per quella c'é tempo".

Per mettere in piedi lo spettacolo, che non ha ancora un titolo (Aldo: "Doveva pensarci Giacomo, ma dice che non ha avuto tempo..."), hanno pensato ad Arturo Brachetti come uomo di regia, ma soprattutto come inventore di accorgimenti e macchine sceniche adatte a far da supporto alle varie situazioni comiche che si verificano nel quartiere immaginato dal trio.

La prima è in programma il 3 di febbraio a Fabriano (Ancona), subito dopo comincia una tournee che toccherà Ancona (7/2), Mestre (11/2), Genova (22/2), Napoli (17/3), Torino (23/3), Bologna (28/3), Firenze (6/4), Modena (11/4), Brescia (27/4) e Milano (4/5). Dopo l'estate la tournee proseguirà, per concludersi in novembre al Gran Teatro di Roma.

"Una tournee - dice Guerra - costruita nei palasport (a parte Milano con lo Smeraldo, e Roma), perché in Italia non esistono teatri che consentano 1500-2000 posti. Detto questo, faccio osservare che non abbiamo approfittato dell'occasione per incassare 10 mila biglietti al colpo ("Ma perché?", commenta quasi piangendo Aldo). Il gigantismo non ci interessa. Abbiamo troppo rispetto del pubblico che, per una comicità come quella di Aldo, Giovanni e Giacomo ha bisogno di stare vicino al palcoscenico. Allora abbiamo sempre diviso in due la possibile platea dei palasport e previsto al massimo 2000-2500 posti".

Ma lo spettacolo non verrà fuori, improvvisamente, il 3 febbraio. Sarà frutto di una sorta di work in progress, in collaborazione con Valerio Bariletti (per i testi) e la Gialappàs band, che prenderà il via già da ottobre quando, al SuperstudioPiù di Milano, cominceranno a tenersi un paio di serate speciali per settimana dal titolo 'Non aspettatevi niente'. Davanti a un pubblico gestito da alcune associazioni benefiche cui andrà tutto l'incasso (10 euro a biglietto), Aldo, Giovanni e Giacomo proveranno, aggiusteranno, rimaneggeranno le gag del futuro spettacolo, insieme a ospiti saltuari quali Paolo Rossi, la Finocchiaro, Cornacchione e altri, e a un trio di ospiti fissi (Alfredo Collina, Alessandro Betti e Ussi Alzati) "che non è detto - dice Giovanni - non collaborino poi con noi nello spettacolo definitivo".

Porterete il lavoro anche in televisione? A questa domanda i tre, con Brachetti e Guerra, premettono che ogni scherzo viene messo da parte e precisano, quasi in coro: "Sicuramente non andremo né con Mediaset né con Rai. Non abbiamo nessuna intenzione di farci massacrare lo spettacolo con continue interruzioni pubblicitarie, né essere usati per far la guerra contro la Talpa da una parte o il talk show dall'altra. Con RTI riuscimmo, una volta (era il 1999) a contrattare 50 minuti senza pubblicità. Ma oggi è diverso: il potere aggressivo di queste televisioni non lo consente più, si deve fare come dicono loro, per fortuna non ne abbiamo bisogno. Semmai potremmo accordarci con qualche tv a pagamento, di quelle sul satellite".
(da Ansa.it)

Postato da: kikopiu a 29/09/2005 23:31 | link | commenti (2) |

25/09/2005
PULSE DVD il prossimo 21 Novembre?..sembra di si!

Il sito australiano della HVM australiano ha fatto partire
le prevendite per l'acquisto on.line
dell'attesissimo dvd di PULSE...con data
di uscita fissata per il prossimo 21 Novembre 2005.

Non ci sono ancora conferme ufficiali
da parte della EMI, ma sembra proprio
ormai questione di giorni.

23 settembre 2005

(da www.pink-floyd.it)

Postato da: kikopiu a 25/09/2005 23:52 | link | commenti |

La Piana Dei Cavalli Bradi

Nervi lisci di cavalli
a sfaticare sere
a calmarci di sudore
in fiaccole di gelo
inutilità di foglie
stupide e leggere
nubi di bucato
sugli stenditoi del cielo
come è duro essere nuovi
avere un'altra storia
io ti amai con noncuranza
senza mai uno scopo
i ricordi sono acqua
e l'acqua è memoria
il dolore è sforzo e vino
uccide il giorno dopo
vento di girandole
in mezzo alle immondizie
mi fa freddo così tanto
da cercarti adesso
e ad un certo punto andare
e non dar più notizie
solo in compagnia di se
e chiedere il permesso
per essere te stesso
mai
non odiarmi mai
se mi allontanai
perché potessi appartenerti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai
già rassegnato a non saperti
quanti addii che immaginai
facchini e treni
a sbuffare intorno
e tavoli di avanzi
in un viavai di camerieri
un fiammingo sole
sta per inchiodare il giorno
rondini croci d'autunno
infilano pensieri
guizzi in occhi di cavalli
laghi nero fondo
anime di ombre
nell'attesa delle stalle
è un'immensa sala in cui aspettiamo
questo mondo
il futuro è qui davanti
o già dietro le spalle
chiuderò la porta
a far star bene la tua assenza
ci sarà fedele sempre
il cane del rimorso
i cavalli origliano
quest'aria di impazienza
a metà della speranza
io cambiai percorso
e poi non ho più corso
mai
non odiarmi mai
io mi allontanai
perché potessi raccontarti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai già rassegnato a ripensarti
sudai di sud
di vento diventai
e andai
con la voce andai
coi capelli andai
lungo sentieri di tornadi
e andai
con il cuore andai
fino a che trovai
la piana dei cavalli bradi
scalpitai
scartai
m'impennai
scalciai
galoppai
saltai
m'involai

Claudio Baglioni (da "Oltre" 1990)

Postato da: kikopiu a 25/09/2005 23:19 | link | commenti (1) |

"O'Scià" viaggio in mezzo alla gente dell'isola

Fra canzoni e realtà alla scoperta di un'altra Lampedusa (di Letizia Tesi, "Il Giorno")

LAMPEDUSA- Giovedì sera ne sono sbarcati altri 15. Martedì, invece erano 150. Ma i turisti, i 10.000 atterrati (non sbarcati) sull'isola per il mega concerto organizzato da Baglioni, non li hanno visti. Erano tutti assiepati sulle spiagge in attesa di vedere i fuochi d'artificio per la festa della Madonna di Porta San Salvo, patrona dell'isola. Nessuno ha visto la motovedetta della capitaneria di porto rimorchiare il gommone con a bordo 15 nord africani. Nessuno tranne i pescatori dell'isola, che conoscono la loro terra, e ai quali non sfugge niente di quello che viene dal mare. I fuochi dovevano essere sparati a mezzanotte e invece lo spettacolo pirotecnico è iniziato con mezz'ora di ritardo. Il disagio per gli ignari turisti è stato tutto qui: nel tempo di rimorchiare il gommone, di far salire clandestini su un pulmino della Misericordia e di trasportali al centro di accoglienza accanto all'areoporto. 48 ore e saranno di nuovo a casa. Ecco quanto dura per loro il miraggio di Lampedusa, l'isola degli sbarchi, dei clandestini, l'isola che Baglioni da tre anni cerca di trasformare in un luogo d'incontro fra diverse culture. Ma qui i clandestini neanche li vedi. Sono un fantasma mediatico, il tormentone estivo dei tg, rimbalzano nelle case degli italiani che vivono sul continente dai ripetitori delle televisioni, ma qui non li vedi. Li percepisci e basta. Dal dispiegamento massiccio di forze dell'ordine: militari, carabinieri, polizia, guardia di finanza, protezione civile, elicotteri, motovedette, ambulanze. Al massimo diventano un'attrazione turistica pure loro. "Li riprendono con la telecamera - dice un pescatore - e tornano a fare il bagno".
Ma i problemi di Lampedusa non sono i clandestini. Sono quelli che hanno tutte le persone di ogni luogo e paese: la spazzatura, le buche, i marciapiedi dissestati, l'inquinamento elettromagnetico, la sporcizia, il caro vita, la sanità che non c'è e... i giornalisti.
"Bisognerebbe tagliargli la testa a quelli - dice Giuseppe che gestisce un piccolo chiosco a Punta Sottile e affitta un posto al sole su una sdraio -. Quest'anno abbiamo avuto un calo impressionante. Colpa dei telegiornali che impauriscono la gente. Invece sull'isola si sta bene: chi viene una volta se ne innamora per sempre e poi ritorna".
"I clandestini? E chi li vede mai? - dice Angela Lombardo, lampedusana che d'inverno "emigra" in Casentino e titolare del Cafè Royal su Corso Roma, lo "struscio" dell'isola e il regno dei cani randagi -. Noi lo sappiamo dalla tv come voi. Io ne ho visto uno solo, quindici anni fa. Si è affacciato qui e mi ha chiesto: Dove essere stazione treno? Figlio mio, gli ho detto, Ma quale treno? Sa qual è il vero problema di Lampedusa?" e si sfrega pollice e indice in un gesto universalmente conosciuto. "Ad agosto sono venuti solo siciliani perché con la "tratta sociale" il biglietto aereo da Palermo costa solo 38 euro. Arrivano qui e prima di comprare il gelato mi chiedono quanto costa un cono. Un euro e cinquanta. Meno di così? Per chi viene dal Nord, invece, i biglietti sono carissimi e allora la gente preferisce andare in Marocco o in Tunisia". Lo cantava anche Baglioni tanti anni fa: "Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato dice vieni in Tunisia, c'è un mare di velluto e una palma" e ora invece canta sulla spiaggia della Guitgia e Lampedusa è tappezzata di poster che pubblicizzano "O' Scià" sullo sfondo di un mare di velluto.
Baglioni è amato, un pò come Domenico Modugno, anche se qualche lampedusano non si è scordato di quella volta che rifiutò di prestare la sua jeep per accompagnare all'areoporto una donna che stava male. "Ma fu colpa di sua moglie. Lui non c'entrava niente..." s'intromette un altro pescatore a difesa del cantante che veniva a vedere il cielo dipinto di blu nella sua villa sulla spiaggia di fronte all'isola dei conigli.
Secondo Don Pino, proprietario da 50 anni del Bar dell'Amicizia, dove il caffè costa 70 centesimi, Lampedusa si è fermata al 1967, quando era ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani. "Ci ha dato tutto: scuole, telefoni, areoporto. Poi più niente. Il Comune non ha soldi. Non posso incolpare nessuno. Sono stato amministratore anch'io. Ma lo Stato ai clandestini ci pensa, eccome. Prima ce ne occupavamo anche noi perché ci facevano pietà. Raccoglievamo vestiti, io gli davo cornetti gratis. Ma ora non possiamo più occuparci di loro: abbiamo i nostri problemi. Sa da quanto tempo non nasce un bambino su quest'isola?". Ma non se ne ricorda nemmeno lui. "Le tartarughe vengono a partorire qui e le nostre donne per partorire devono andare fuori". I clandestini, dice Don Pino, sono come le tartarughe: "Vengono a Lampedusa per trovare la vita, le tartarughe per dare la vita".
Ma se un lampedusano ha mal di denti deve tenerselo fino al giovedì, quando viene il medico. "Paghiamo le tasse e siamo trattati peggio dei clandestini. Ma in fondo l'umanità non è tutta uguale? Perché allora non costruire un ospedale: per i clandestini e per noi?". Poi m'infila in tasca un foglio. C'è scritto per Baglioni: è un ringraziamento a nome di tutti i lampedusani perché dopo la bonanima di Domenico Modugno, che ci pubblicizzò, ci donò un altro grande: Baglioni. Altri concerti gratis sulla spiaggia della Guitgia, prego, perché domani, come canta Claudio, "sia un giorno migliore".

(da www.giospecial.splinder.com)

Postato da: kikopiu a 25/09/2005 17:55 | link | commenti |

23/09/2005
Baglioni&Co da domani a Lampedusa

[foto] In scena per 'O'Scia'', contro l'immigrazione clandestina (ANSA) - ROMA, 22 SET - Al via la terza edizione di 'O'Scia': festival-laboratorio permanente, ideato da Claudio Baglioni, in scena da domani a domenica a Lampedusa. Tre show gratuiti sulla spiaggia della Guitgia per riflettere sul fenomeno dell'immigrazione clandestina. Durante la prima serata, sono previsti duetti di Claudio Baglioni con Luca Barbarossa, Marco Masini, Gianluca Grignani e Gianni Morandi. Sabato e domenica invece sara' la volta tra gli altri di Bob Geldof, Morgan, Biagio Antonacci e Antonello Venditti.

 

(da Ansa.it)

Postato da: kikopiu a 23/09/2005 12:08 | link | commenti |

15/09/2005
Baglioni: la musica non ha confini

A Lampedusa tre giorni di concerti per riflettere sull'immigrazione clandestina. C'è anche Geldof

O'Scià, in dialetto lampedusano è un'espressione affettuosa e densa di significato che potrebbe essere tradotta in italiano con "fiato mio, mio respiro", dal 2003 è diventato anche l'acronimo della manifestazione "Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare" ideata dal cantautore Claudio Baglioni, giunta quest'anno alla terza edizione. Un'iniziativa sui generis che si svolgerà nell'arco di tre giorni (23-24-25 settembre) sulla spiaggia della Guitgia di Lampedusa, una sorta di festival-laboratorio musicale di artisti italiani per riflettere sul fenomeno dell'immigrazione clandestina. Non sarà la classica iniziativa di beneficenza con raccolta-fondi e quant'altro, ma solo un'opportunità per sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la musica, come sottolinea Baglioni: «L'immigrazione clandestina non è il problema ma rappresenta il sintomo di una malattia enorme e sempre più cronicizzata: l'ingiustizia del mondo moderno. Quest'iniziativa "piccina" non è una medicina quanto piuttosto un appello, un "c'è un dottore in sala?" rivolto in primis alle Istituzioni». La scelta di una location-simbolo come Lampedusa, terra-promessa dei viaggi della speranza sospesa a metà tra Italia e Africa, non è stata un caso, come spiega Baglioni con una similitudine: «Lampedusa è un'isola che ha accolto positivamente quest'iniziativa perché è lei stessa una sorta di "immigrata clandestina", un pezzo d'Africa annesso all'Italia che per anni ha vissuto ai margini». La cronaca dei nostri giorni, inoltre, si occupa di Lampedusa quasi esclusivamente in negativo, parlando solo del centro d'accoglienza-immigrati che "è ormai al collasso". Quest'iniziativa rappresenta un segno di discontinuità forte. L'edizione di quest'anno vedrà la partecipazione di molti big della canzone italiana (tra cui Biagio Antonacci, Gianni Morandi e Antonello Venditti) ma anche una guest star internazionale come Bob Geldof, organizzatore del "Live 8"; una presenza "curiosa" che quasi certamente garantirà una copertura mediatica a 360° della tre-giorni lampedusana. Baglioni, dal canto suo, ribadisce la straordinaria importanza di un megaconcerto come il "Live 8" che, seppur costellato di polemiche, ha avuto il grande merito di dare voce e visibilità a discorsi troppo spesso taciuti: «Io parteciperei sempre ad iniziative analoghe, non tanto per il valore artistico-musicale della manifestazione in sé (l'acustica era pessima, ndr) quanto piuttosto per l'attenzione mediatica che è riuscita a suscitare nelle due settimane precedenti». Anche le iniziative benefiche, però, possono diventare degli enormi vuoti di senso da riempire: «Non ci dev'essere quest'ansia da "soccorso continuo", altrimenti si rischia di svilire il significato dell'iniziativa. La verità è che siamo diventati un esercito di crocerossine, che portiamo il nostro aiuto a chi già sta male: l'impegno militante dovrebbe muoversi a prescindere dalle contingenze. L'umanità ha bisogno di umanità: credo che questa sia una richiesta ineludibile, un problema che riguarda tutti». Questi temi saranno presenti nel nuovo disco a cui Baglioni sta lavorando? «Sicuramente sì, ma vorrei svincolarmi dall'idea che l'artista debba esprimersi secondo un lessico precodificato: l'impegno si può esprimere e dimostrare anche attraverso una canzone d'amore». Media partner saranno Radio Italia e Video Italia "solo musica italiana", realtà più grandi e generaliste come Rai e Mediaset sono state volutamente tenute fuori: «Perché temo molto - dice Baglioni - l'ingresso dei grossi mezzi di comunicazione che possono diventare un elemento "corruttore" e rovinare la genuinità dell'iniziativa. Tutt'al più si potrebbe creare uno speciale all'anno per dare maggior risalto alla manifestazione, ma per il momento non c'è niente di definito». Un inevitabile problema è rappresentato dalla logistica: sono previste tra le 10 e le 15mila persone e le strutture dell'isola ne possono ospitare circa 1.600; case di pescatori e posti-letto in barca dovrebbero ovviare a questa carenza.
Manuel Massimo

(da www.giospecial.splinder.com)

Postato da: kikopiu a 15/09/2005 10:13 | link | commenti |

 

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