Di tutto un po',da Baglioni alla pallavolo, dal blues al cinema alla Juventus...
Miglior opera straniera il film del carabiniere Piero Sanna (ANSA) - WASHINGTON, 9 MAG - Il film italiano 'La Destinazione' ha vinto il premio per la miglior opera straniera al Festival del Cinema di Houston (Texas). Il film, recitato in sardo da attori non professionisti, e' diretto da Piero Sanna, un sottufficiale dei carabinieri. La storia narra di un carabiniere del Nord inviato in un paesino della Sardegna. Premiati anche il cortometraggio 'Dediche d'Amore' di Alessandro Merluzzi (2/o premio) e 'Guardiano', pubblicita' di un programma antivirus italiano. |
ROMA - Compie 60 anni domani e, nonostante qualche acciacco, tutto sommato se li porta bene. E' la 'schedina' del Totocalcio, nata Sisal, il primo gioco a pronostici italiano, che esordi' il 5 maggio 1946. Alla festa non sara' presente il 'papa' ', Massimo Della Pergola, scomparso il 12 marzo scorso. Da diversi anni non e' piu' la regina incontrastata delle domeniche, detronizzata dai tanti concorrenti venuti dopo, ma un posto nella storia del costume italiano se' l'era gia' guadagnato. Nato a Trieste nel 1912, giornalista alla Gazzetta dello Sport, Della Pergola concepisce la geniale idea mentre e' il prigioniero n. 21915 in un campo di lavoro in Svizzera, dove era stato deportato nel '38 a causa delle persecuzioni contro gli ebrei. A guerra finita la presenta a Giulio Onesti, allora commissario liquidatore del Coni, e nel settembre 1945 - con i colleghi Fabio Jegher e Geo Molo - fonda la 'Sport Italia Societa' A (responsabilita') Limitata'. Si parte con 30 lire a colonna e la Sisal diventa in breve un veicolo per realizzare sogni, grandi e piccoli: gia' nel '48 un concorso colleziono' 290 mila vincenti. Ma il primo a cambiar vita per davvero e' Pietro Aleotti, da Treviso. Nella primavera del 1947 vince 64 milioni. E nel '49 il signor Giovanni Mannu - con la colonna ormai consolidata a 13 pronostici - incasso' 77 milioni. Dopo 94 concorsi, nell'estate 1948, il Coni assumera' per decreto legge la gestione diretta del gioco. Nasce il Totocalcio e per pagare la trasferta olimpica di Londra la colonna sale a 50 lire. A superare il tetto delle nove cifre ecco Luigi Piacenza e Renzo Pinferri di Prato: il 25 ottobre 1953 incassarono 104 milioni. Anche loro, come Mannu, furono travolti dall'improvvisa ricchezza, soffocati dall'abbraccio di amici e parenti. Perche' dietro le favole della schedina si sono nascoste pure tragiche realta'. Come quella dell' 'anonimo' che nel 1977 supero' il muro del miliardo: provo' a inventarsi imprenditore, falli' e qualche anno dopo, pieno di debiti, mori' travolto da un treno che stava cercando di prendere in corsa. E' cosi', anche per scaramanzia, che dagli anni '60 i vincitori sono sistematicamente anonimi e aggirano l'obbligo di pagamento nominale della vincita affidandone la riscossione ad avvocati, notai e banche. Nel 2003 si abbandona il 13 per passare al 14. La sostanza resta immutata, ma per chi a quel gioco curioso costruito sulle combinazioni di 1, X e 2 ha sempre abbinato il traguardo del 13, qualcosa cambiera' per sempre. |
(da Ansa.it)
LONDRA - L'alta corte di Londra ha stabilito che Dan Brown non ha copiato il saggio 'The Holy Blood and the Holy Graal' per scrivere il suo bestseller 'Il codice Da Vinci'.
L'autore, in un commento a caldo, ha espresso la sua soddisfazione per la decisione: "Il verdetto mostra che la causa non aveva merito. Sono ancora sbalordito dal fatto che questi due autori abbiano voluto intentare questa azione". L'Alta corte, pur ammettendo che Brown ha preso alcuni elementi dal saggio del 1982 firmato da Michael Baigent e Richard Leigh (che avevano denunciato la casa editrice Random House, che ha pubblicato sia 'The Holy Blood', sia il 'Codice'), non ha ravvisato gli estremi di violazione del diritto d'autore.
I due affermavano che il libro di Brown, il più grande bestseller della storia dell'editoria (oltre 40 milioni di copie vendute, ancora nella top 10 di molti paesi a tre anni dall'uscita), aveva preso dal loro lavoro la teoria centrale del romanzo: che Gesù e Maria Maddalena ebbero un figlio, e che ci sarebbero loro discendenti ancora nel mondo d'oggi.
Brown, nella sua deposizione, aveva ammesso di aver letto il libro di Baigent e Leigh mentre faceva ricerche per il 'Codice' (appare anche in una scena del romanzo), ma aveva spiegato che era uno delle fonti usate, e che non aveva preso dal saggio l'idea del suo romanzo.
(da Ansa.it)
ROMA - ''Come parli antico, me sembri Ugo Foscolo'', dice Silvio Muccino a Carlo Verdone. Siamo oltre la meta' del film e ormai si capisce che questa e' una delle ultime schermaglie: tra i due la guerra e' finita. Invece all' inizio di 'Il mio miglior nemico', ultimo film di Verdone che esce venerdi' in oltre 600 sale, erano volati schiaffi, pugni e minacce pesanti. In effetti i due sembrano appartenere a due mondi, oltre che due generazioni, diversi: Verdone dirige una catena di alberghi di lusso di proprieta' della moglie e del cognato, ha una splendida casa, un invidiabile tenore di vita e un solido lavoro. Si e' fatto da solo ed ha un solo Dio: il denaro. Muccino invece e' un ragazzotto senza aspirazioni, sogni o desideri: cresciuto senza padre in un quartiere popolare di Roma e' costretto ad occuparsi della madre nevrotica e instabile, che per l' appunto lavora in uno degli alberghi diretti da Verdone. E quando questo licenzia e umilia la donna accusandola di furto, Muccino perde il lume della ragione: prima lo affronta direttamente ma viene respinto in malo modo, poi cerca di scovare un suo punto debole per potergli rovinare l' esistenza. E non ha difficolta' a trovarlo: Verdone ha una relazione segreta con la moglie del cognato, che e' anche suo datore di lavoro, una focosa sudamericana. Cosi' in una delle scene piu' comiche del film, Muccino segue Verdone e lo coglie sul fatto avvinghiato alla donna dentro una macchina posteggiata in un parco infestato da guardoni. Lo fotografa col telefonino tra gli scatti molto piu' professionali dei voyeur che si offrono volenterosamente di aiutarlo (''se me dai 'na mail te mando la foto con l' allegato'') e il gioco e' fatto. Muccino consuma lentamente la sua vendetta: prima spedisce le foto a casa di Verdone, che fa il duro e offre irrisorie somme di denaro per riaverle indietro e poi, proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti delle nozze d' argento dei due, distribuisce la prova del tradimento sui tavoli degli invitati. ''Ma chi so' 'sti due?'' si difende Verdone negando l' evidenza. Ma non c' e nulla da fare: la moglie lo caccia di casa, il cognato lo licenzia e lui si trova in mezzo a una strada a ricominciare tutto da capo. Ma la storia non finisce qui perche' nel frattempo sono successe due fatti fondamentali. Primo: Muccino si e' innamorato, ricambiato, di una ragazza senza sapere che e' la figlia di Verdone. Secondo: la ragazza, credendo che invece lui sappia e abbia voluto consumare anche attraverso lei la sua vendetta, scappa di casa. A questo punto i due, volenti o nolenti, sono costretti ad allearsi per rintracciare la ragazza e nel corso di un lungo viaggio che li porta da Roma a Sabaudia al Lago di Como, Ginevra e Istambul finiscono per diventare complici. Da una parte Verdone riscopre i sentimenti e l' umanita' perduti, dall' altra Muccino intravede in lui la figura paterna che non ha mai avuto. Arrivato al suo ventesimo film da regista, Verdone, sempre impegnato a mantenere il difficile equilibrio tra dramma e comicita', gioca la carta Muccino e la coppia, tra sganassoni e nasi rotti, scontri fisici e verbali, insulti e minacce, funziona. Ma funziona bene tutto il cast, da Agnese Nano a Sara Bertela', alla giovane Anna Caterina Morariu a Paolo Triestino, fino a tutti gli attori cui sono stati affidati piccoli ruoli di portantini o malavitosi romani, semplici passanti lombardi o lestofanti turchi. E grazie anche al confronto intergenerazionale su cui si impernia tutta la storia, il film sembra destinato al successo di fronte a un pubblico che da tre settimane sta premiando 'La notte prima degli esami', un film rivolto sia ai diciottenni che ai cinquantenni. |
(da ansa.it )
(ANSA) - Claudio Baglioni e Mogol appoggiano l' iniziativa della Sony Bmg che, da venerdi', applicherà uno sconto del 16%, pari alla differenza tra l'aliquota Iva applicata sul disco (20%) e quella dei prodotti culturali (4%), su alcuni dei propri prodotti. (da ansa.it)
Se non ci pensa il governo ci pensiamo noi”, e così la Sony-BMG ha deciso di scontare il prezzo del CD del 16%, ossia la differenza tra l'aliquota IVA applicata sul disco e quella dei prodotti culturali come i libri che è del 4%.
Claudio Baglioni "Tutti Qui"
Fabrizio De André "In Direzione Ostinata E Contraria"
Vasco Rossi "Canzoni Al Massimo"
Lucio Battisti "Le Avventure Di Lucio Battisti E Mogol"
Lucio Battisti "Le Avventure Di Lucio Battisti E Mogol 2"
Mia Martini "La Neve, Il Cielo, L'immenso"
Bob Dylan "Biograph"
Giorgio Gaber "Giorgio Gaber, Prima Del Signor G"
Rino Gaetano "Sotto I Cieli Di Rino"
Janis Joplin "Janis"
Patty Pravo "Canzoni Stupende"
Various "Le Storie di Mogol"
Various "Grandopera"
Aerosmith "Pandora's Box"
Earth, Wind and Fire "The Eternal Dance"
Elvis Presley "The History"
Carlos Santana "The Dance Of The Rainbow Serpent"
(da www.doremifasol.org )
ROMA - Balene squartate, lasciate agonizzanti anche per oltre un'ora, poi la carne viene surgelata e impacchettata per essere portata sul mercato giapponese e finire nel piatto dei nipponici. Queste le prove definitive raccolte da Greenpeace per dimostrare che la caccia alle balene viene fatta solo per scopi commerciali. ''Con la scusa della ricerca scientifica stanno facendo un massacro''. Tuona cosi' la skipper italiana, Caterina Nitto, la 32enne milanese diventata la Giovanna d'Arco dei giganti del mare e da due mesi imbarcata sull'Esperanza, una delle due navi di Greenpeace (l'altra e' l' Artic Sunrise) in azione contro i balenieri nell'Oceano Indiano meridionale, ai confini con il Continente Antartico.
E racconta all'Ansa: ''Qualche giorno fa una nave cargo si e' affiancata alla nave officina, dove viene trattata la carne, per il trasferimento di non so quante tonnellate di carne gia' impacchettata e pronta per essere trasferita sul mercato giapponese. Se questa e' ricerca scientifica!''. Salvare le balene dagli arpioni dei giapponesi per Caterina e' diventata questione di vita e tutti i giorni, insieme ad altri circa 60 attivisti di Greenpeace, entra in azione per fermare il massacro. Dopo l'intensa operazione di speronamento all'inizio della settimana, che le ha lasciato segni indelebili nell'animo, forse per la prima volta dalle sue parole traspare una vena di ottimismo: ''Decisamente - dice Caterina - il bilancio e' a nostro favore. Abbiamo quasi dimezzato la quota di caccia giornaliera. Quest'anno erano previste 950 balene, siamo a piu' della meta' della stagione di caccia e ne hanno uccise solo, si fa per dire, 250, pochissime se si considera cosa avveniva gli altri anni. Questo dimostra che la nostra azione sta rallentando di molto le operazione delle tre baleniere giapponesi, anche se ogni giorno purtroppo ne vengono cacciate una decina''.
Una lotta, per salvare le balene, ''che toglie il fiato'' e lo dice un'attivista come Caterina da 10 anni impegnata con Greenpeace e da 3 imbarcata sulle navi dell'associazione. ''Da un lato - racconta la skipper - toglie tante energie ma quando si vede una balena che riesce a sfuggire e ad essere libera e' una sensazione infinita che da' una soddisfazione incredibile''. Sicuramente, prosegue, ''e' pesante sia fisicamente che mentalmente ma l'idea di fermare questa mattanza ci da' la forza per continuare''. Quindi l'appello: ''Dobbiamo fermarli, tutto il mondo deve partecipare, non solo noi che siamo qua ma che siamo solo la punta di un iceberg. Tutti devono lanciare il nostro messaggio al Giappone e agli altri Paesi che ancora cacciano le balene''.
''Sono animali meravigliosi e pacifici - prosegue Caterina parlando tutto d'un fiato - e li stiamo perdendo''. Ecco perche' gli attivisti di Greenpeace non sono disposti a mollare nemmeno per un secondo l'operazione di disturbo. ''Il nostro scopo e' rallentare la caccia e far indignare il mondo e ci stiamo riuscendo, anche l'opinione pubblica giapponese sembra stia reagendo a nostro favore. Non so quanto resteremo ancora qui. Altre due settimane almeno, forse di piu' ma ora bisogna andare avanti con il lavoro di lobbing e d'ufficio''. Intanto Caterina non molla il campo, pronta a scattare con i suoi compagni attivisti. Ma la sua esperienza, una volta a casa, non finira' mai. In lei ci saranno sempre impresse le immagini strazianti di quei bestioni inermi sotto i colpi dei boia. ''La caccia e' rimasta quella di un tempo - racconta ancora Caterina - ed e' drammatica perche' la balena non muore subito, puo' restare in agonia anche un'ora. Ne abbiamo vista una che ha sofferto anche per un'ora e venti con le carni aperte''.
Immagini che infondono ancora piu' forza a Caterina che tra le balene ha realizzato i suoi desideri da bambina. ''Avevo due sogni da sempre, da quando ero piccola - dice la skipper - uno di fare qualcosa per l'ambiente e gli animali l'altro di navigare in mezzo agli iceberg''. Ma ora non e' il momento di sognare. Per Caterina che ha lottato contro la deforestazione, che ha portato conforto alle popolazioni colpite dallo Tsunami e che ora cavalca la vita delle balene, e' arrivato il momento di ripartire: ''Devo andare, stiamo armando i gommoni''. Per i giapponesi non sara' facile.
Da Ansa.it
Il grande giorno sta per arrivare!! L' XI Raduno CLAB 2005 è alle porte, sabato mattina partenza alle 7.00 destinazione Fiumicino e poi dritti dritti a Firenze!!
Al mio rientro spero di scrivere un bel resoconto... e spero anche di riuscire a postare alcune foto!!
A prestissimo..
Kiko
di Paolo Gallori
"Sono molto felice di essere qui. Non parlo la vostra lingua e per questo sono costretto a leggere...". Queste le prime parole di Roger Waters, sommerso di applausi quando sale sul palco della Sala S. Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica, dove l'orchestra Roma Sinfonietta diretta da Rick Wentworth, il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano, il Coro C. Casini dell'Universtità di Tor Vergata e il Coro di voci bianche Alessandro Longo hanno già preso posto per eseguire la prima mondiale della sua opera, Ça Ira.
"Vorrei ringraziarvi per essere intervenuti questa sera..." prosegue Waters, interrotto ancora da urla e battiti di mani. Roger attende il ritorno del silenzio, poi continua, con voce commossa: "Desidero dedicare questa prima rappresentazione ai miei amici Etienne e Nadine Roda-Gil (coniugi, entrambi scomparsi, rispettivamente autori del libretto dell'opera e dei bozzetti per la scenografia). Mi dispiace che non siano qui stasera...Vi prego di dare il benvenuto al mio amico e collaboratore, il maestro Rick Wentworth..."
L'ovazione che accompagna l'uscita di scena dell'ex Pink Floyd si ripete, esplosa all'ennesima potenza, quando vi fa ritorno alla fine di Ça Ira. Il pubblico ora assedia il palco per tendere una mano verso Roger. Dopo aver abbracciato maestro, cantanti e musicisti, lui ne stringe qualcuna. Un gesto d'amore dovuto a una delle menti più complesse e profonde tra quante hanno fatto la storia del rock.
Un gesto premeditato dai tanti fan accorsi a Roma con l'obiettivo prioritario di guardare Waters negli occhi, finalmente. Prima di entrare nell'Auditorium, quei fan hanno schivato bagarre di auto e motorini, bagarini e bancarelle con il merchandising di Ça Ira. Proprio come a un concerto rock. Ma non è un concerto rock. E gli irriducibili appassionati dei Pink Floyd si immergono in un'atmosfera "colta" per rivivere in musica le vicende della Rivoluzione Francese, dalla presa della Bastiglia al Terrore, senza veder rotolare una sola testa. Piuttosto, ascoltando l'invito, reiterato nel finale dell'opera, a non abbassare la testa davanti al potere, a non arroccarsi nella torre dei privilegi, a dividere il benessere con gli altri. Più che inscenare la "danza macabra" della ghigliottina, è questo il vero obiettivo di Waters.
Roger regala un ultimo sguardo all'audience e scompare dietro le quinte. Proviamo a raggiungerlo e lo ritroviamo lungo il corridoio infinito che corre intorno alla Sala S. Cecilia, dove sono distribuiti i camerini, attorniato da pochi, fortunati e selezionatissimi fan. Mentre lui firma copie di Ummagumma e Dark Side Of The Moon è tutto un vortice di orchestrali. I ragazzi entusiasti distribuiscono pacche sulle spalle e complimenti anche ai cantanti. Il sudatissimo baritono di colore Keel Watson firma anch'egli i suoi bravi autografi.
Su indicazione dello staff ci accomodiamo in una saletta con tanto di pianoforte a coda e aspettiamo. Alla fine Roger arriva. "E' andata benissimo. Devo dire che mi sento sollevato. L'orchestra ha suonato meravigliosamente, i cantanti sono stati superbi. Anche la sincronia tra la musica e le immagini ha funzionato. Ma sono stati i bambini del coro, le voci bianche, a commuovermi. Hanno dovuto imparare e cantare un'opera in una lingua diversa dalla loro. Insomma, mi è piaciuto tutto".
Waters trapassa gli interlocutori con i suoi gelidi occhi azzurri. Sembra attendere le domande, in realtà vorrebbe farne una lui: "Vi è piaciuto?". Come dirgli di no...Mr Waters, è questa la versione definitiva di Ça Ira? "Quello a cui avete assistito è un punto di partenza. L'allestimento messo in scena qui a Roma, con i cantanti, l'orchestra e il coro sullo stesso palco e le immagini proiettate sullo schermo, è solo la prima pietra. Ma io il mio compito ormai è finito. Adesso tocca a qualcun altro investire le sue energie e i suoi soldi su Ça Ira per allestire un'opera dotata di una scenografia vera e di tutti gli altri ingredienti che la rendano uno spettacolo più ricco anche per gli occhi".
E' contento della resa dell'opera in sala? Sul viso di Waters compare il primo vero sorriso. "L'Auditorium è una struttura fantastica. Mi ritengo davvero fortunato di aver potuto godere di una prima mondiale per la mia opera in un teatro così...magico. E' un luogo perfetto per la musica, esaltata in ogni sua più piccola sfumatura. Ma vorrei estendere i miei complimenti anche al pubblico. Così caldo, appassionato, quasi rock. Come artista rock conoscevo bene il pubblico italiano, ricordo il clima che si respirava nei concerti tenuti in Italia. Ma stasera mi ha davvero sorpreso, è stato ancora più incredibile. Così partecipe..."
Nella saletta fioccano gli accostamenti a Prokofiev, a Brahms. "Di certo amo quei compositori e sono particolarmente incuriosito da tutti i riferimenti che la stampa ha tirato fuori dopo aver ascoltato Ça Ira. Ma in definitiva posso dirvi una cosa: sono sempre stato ispirato da chiunque riesce a comunicare il senso dell'umanità in musica. Da chi riesce a cogliere una verità, a portarla nel cuore e a ergersi nell'arte per riaffermarla".
Il tempo a disposizione è terminato, per Roger è tempo di andare. Prima del congedo, quando tutti sono in piedi, un'ultima domanda. E adesso cosa farà, Mr Waters? "Di certo un paio di album rock. Sapete, la musica classica è come una droga. E dopo tutti gli anni spesi per portare a termine di Ça Ira e per metterla in scena mi sento davvero addicted. Devo disintossicarmi". Un paio di album rock...La piccola folla che piantona le uscite dell'Auditorium stringendo tra le dita dischi e CD non attende altro...Merry Christmas Mr Waters!
(da kwmusica.kataweb.it 18 novembre 2005)
Mettiamo fine a questa crudeltà!
Basta a questo scempio!!
http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/
(solo per forti di stomaco!)
Signora delle ore scure
pelle sfumata d'ombre in fuga dalla stanza
sugli occhi un guanto di luce
accarezzai l'idea di lei in lontananza
signora delle ore scure
dolci colline intorno a un muschio vellutato
misteri oltre le ciglia
furtivo come un gatto io mi son laveto
vecchio compagno che aspetto il mio animaletto
sono più grande ho dormito più di lei
e del suo cuore
chiuso in cantina
delle sue guance
pane caldo della mattina
di quel suo viso
diamante puro
di quella schiena che le tiene l'anima
stretta al sicuro
ti succhierei per ore e più
cioccolatino nella bocca
senza mai mandarti giù
signora delle ore dure amazzonica
adolescente nuca morbido sentiero
dove cammino i miei sguardi
a guardia del suo sonno immobile guerriero
signora delle ore dure caraibica
alba sbucciata odore aspro di un'arancia
le ragnatele del giorno
da allontanare via da lei con una lancia
ma c'è una lampada accesa no è solo il sole
solo di sole se riuscissi a vivere
dei suoi capelli
alghe del mare
di quei suoi occhi
olive dolci e mandorle amare
di quelle brune
nomadi dita
delle narici Dio le benedica è lì
che prende la vita
piccolo chicco di caffè
tu non mi devi sempre credere
ma sempre credi in me
non voglio che tu sia un ostaggio
in questo disperato viaggio
l'agnello messo sull'altare
del mio villaggio di fumo
che tu sia solo un tatuaggio
su questo petto di selvaggio
un flipper preso per i fianchi
a farsi coraggio e uomo
fra quelle braccia
colme di seno
su quelle gambe
rami forti e umido fieno
sopra il suo corpo
preso ai pittori
su quella bocca che qualcuno le comprò
al banco dei fiori
e fu così lei dentro un sogno
lei stessa un sogno una vaghezza
io le invidiavo la purezza
dell'impossibile il suo cammeo
il musicista ritrovò
la musica sua sola sposa
la musa allora ritornò
al suo museo
Claudio Baglioni
TUTTI QUI
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Come i giorni sono tanti Santa musica leggera
a guardarli da quassù
e a portarli tutti avanti
quanti restano laggiù
ti inventi allora degli istanti
che la vita non da piu
sotto le dita quei momenti
che vorresti ancora tu
tutti qui.
per chi è senza compagnia
per un’esistenza intera
per amore o per pazzia
che dura tenerezza c’era
al rientro di periferia
dentro un ragazzo di pianura
a caccia della sua poesia.
Tutti qui, tutti qui
i miei viaggi che vago
per quel mare che ormai è un lago
tutti qui i miei sogni
di essere un mago
e di correre il vento mai pago
e per battere il mio tempo
l'ho dovuto vivere e
mi ha rubato nel frattempo
tutti quanti gli altri me.
E una canzone non è niente
è un odore o una bugia
soffia al cuore della gente
mentre prova a volar via
dal ponte amaro del presente
dietro a qualche nostalgia
o un metro dopo l'orizzonte
sopra il treno della fantasia.
Tutti qui, tutti qui
i miei passi all'assalto
delle strade di nubi e asfalto
tutti qui i miei sguardi
oltre il cielo in un salto
per vederlo una volta dall'alto
e arrivare in capo al mondo
e alle stelle che non hai
ma siamo storie di un secondo
di chi non ha vinto mai.
Tutti qui, tutti qui
i miei anni alle porte
sulle scale di un pianoforte
tutti qui i miei pezzi
a ingannare la sorte
per cantare più a lungo e più forte.
Se nel sole di domani
ci perdessimo così
e se anche fossimo lontani
noi saremo insieme sempre tutti qui.
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E' ufficiale che il DVD che celebre l'ultimo tour dei Pink Floyd, uscirà il prossimo 5 Dicembre 2005. |
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Tracklist Disco 1
Concert Part 1: - Shine On - Learning To Fly - High Hopes - Take It Back - Coming Back To Life - Sorrow - Keep Talking - Another Brick In The Wall Pt 2 - One of These Days Screen Films: - Shine On - High Hopes - Learning to Fly Bootlegging the Bootleggers: - What Do You Want From Me - On The Turning Way - Poles Apart - Marooned Shorts: - Time (Eames) - Money (Alien) - Speak To Me 1987 - Pulse TV Advert Videos: - Learning To Fly - Take It Back Tracklisting Disc 2 |
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MILANO - Vecchiette raggirate, baby gang, microcriminalità, droga, assalti alle farmacie, tentativi di scassinare i bancomat, bambini caduti dalle finestre... Cronaca nera degna delle periferie di una moderna megalopoli? Niente affatto: è uno spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo. Anzi, il prossimo spettacolo del celebre trio, che ha deciso il ritorno al vecchio amore, il teatro, a 10 anni da 'I Corti' e dopo la parentesi tutta milanese di 'Tel chi el telun' (1999).
Il sito australiano della HVM australiano ha fatto partire
le prevendite per l'acquisto on.line
dell'attesissimo dvd di PULSE...con data
di uscita fissata per il prossimo 21 Novembre 2005.
Non ci sono ancora conferme ufficiali
da parte della EMI, ma sembra proprio
ormai questione di giorni.
23 settembre 2005
(da www.pink-floyd.it)
Nervi lisci di cavalli
a sfaticare sere
a calmarci di sudore
in fiaccole di gelo
inutilità di foglie
stupide e leggere
nubi di bucato
sugli stenditoi del cielo
come è duro essere nuovi
avere un'altra storia
io ti amai con noncuranza
senza mai uno scopo
i ricordi sono acqua
e l'acqua è memoria
il dolore è sforzo e vino
uccide il giorno dopo
vento di girandole
in mezzo alle immondizie
mi fa freddo così tanto
da cercarti adesso
e ad un certo punto andare
e non dar più notizie
solo in compagnia di se
e chiedere il permesso
per essere te stesso
mai
non odiarmi mai
se mi allontanai
perché potessi appartenerti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai
già rassegnato a non saperti
quanti addii che immaginai
facchini e treni
a sbuffare intorno
e tavoli di avanzi
in un viavai di camerieri
un fiammingo sole
sta per inchiodare il giorno
rondini croci d'autunno
infilano pensieri
guizzi in occhi di cavalli
laghi nero fondo
anime di ombre
nell'attesa delle stalle
è un'immensa sala in cui aspettiamo
questo mondo
il futuro è qui davanti
o già dietro le spalle
chiuderò la porta
a far star bene la tua assenza
ci sarà fedele sempre
il cane del rimorso
i cavalli origliano
quest'aria di impazienza
a metà della speranza
io cambiai percorso
e poi non ho più corso
mai
non odiarmi mai
io mi allontanai
perché potessi raccontarti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai già rassegnato a ripensarti
sudai di sud
di vento diventai
e andai
con la voce andai
coi capelli andai
lungo sentieri di tornadi
e andai
con il cuore andai
fino a che trovai
la piana dei cavalli bradi
scalpitai
scartai
m'impennai
scalciai
galoppai
saltai
m'involai
Claudio Baglioni (da "Oltre" 1990)
In scena per 'O'Scia'', contro l'immigrazione clandestina (ANSA) - ROMA, 22 SET - Al via la terza edizione di 'O'Scia': festival-laboratorio permanente, ideato da Claudio Baglioni, in scena da domani a domenica a Lampedusa. Tre show gratuiti sulla spiaggia della Guitgia per riflettere sul fenomeno dell'immigrazione clandestina. Durante la prima serata, sono previsti duetti di Claudio Baglioni con Luca Barbarossa, Marco Masini, Gianluca Grignani e Gianni Morandi. Sabato e domenica invece sara' la volta tra gli altri di Bob Geldof, Morgan, Biagio Antonacci e Antonello Venditti. |
(da Ansa.it)
A Lampedusa tre giorni di concerti per riflettere sull'immigrazione clandestina. C'è anche Geldof
O'Scià, in dialetto lampedusano è un'espressione affettuosa e densa di significato che potrebbe essere tradotta in italiano con "fiato mio, mio respiro", dal 2003 è diventato anche l'acronimo della manifestazione "Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare" ideata dal cantautore Claudio Baglioni, giunta quest'anno alla terza edizione. Un'iniziativa sui generis che si svolgerà nell'arco di tre giorni (23-24-25 settembre) sulla spiaggia della Guitgia di Lampedusa, una sorta di festival-laboratorio musicale di artisti italiani per riflettere sul fenomeno dell'immigrazione clandestina. Non sarà la classica iniziativa di beneficenza con raccolta-fondi e quant'altro, ma solo un'opportunità per sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la musica, come sottolinea Baglioni: «L'immigrazione clandestina non è il problema ma rappresenta il sintomo di una malattia enorme e sempre più cronicizzata: l'ingiustizia del mondo moderno. Quest'iniziativa "piccina" non è una medicina quanto piuttosto un appello, un "c'è un dottore in sala?" rivolto in primis alle Istituzioni». La scelta di una location-simbolo come Lampedusa, terra-promessa dei viaggi della speranza sospesa a metà tra Italia e Africa, non è stata un caso, come spiega Baglioni con una similitudine: «Lampedusa è un'isola che ha accolto positivamente quest'iniziativa perché è lei stessa una sorta di "immigrata clandestina", un pezzo d'Africa annesso all'Italia che per anni ha vissuto ai margini». La cronaca dei nostri giorni, inoltre, si occupa di Lampedusa quasi esclusivamente in negativo, parlando solo del centro d'accoglienza-immigrati che "è ormai al collasso". Quest'iniziativa rappresenta un segno di discontinuità forte. L'edizione di quest'anno vedrà la partecipazione di molti big della canzone italiana (tra cui Biagio Antonacci, Gianni Morandi e Antonello Venditti) ma anche una guest star internazionale come Bob Geldof, organizzatore del "Live 8"; una presenza "curiosa" che quasi certamente garantirà una copertura mediatica a 360° della tre-giorni lampedusana. Baglioni, dal canto suo, ribadisce la straordinaria importanza di un megaconcerto come il "Live 8" che, seppur costellato di polemiche, ha avuto il grande merito di dare voce e visibilità a discorsi troppo spesso taciuti: «Io parteciperei sempre ad iniziative analoghe, non tanto per il valore artistico-musicale della manifestazione in sé (l'acustica era pessima, ndr) quanto piuttosto per l'attenzione mediatica che è riuscita a suscitare nelle due settimane precedenti». Anche le iniziative benefiche, però, possono diventare degli enormi vuoti di senso da riempire: «Non ci dev'essere quest'ansia da "soccorso continuo", altrimenti si rischia di svilire il significato dell'iniziativa. La verità è che siamo diventati un esercito di crocerossine, che portiamo il nostro aiuto a chi già sta male: l'impegno militante dovrebbe muoversi a prescindere dalle contingenze. L'umanità ha bisogno di umanità: credo che questa sia una richiesta ineludibile, un problema che riguarda tutti». Questi temi saranno presenti nel nuovo disco a cui Baglioni sta lavorando? «Sicuramente sì, ma vorrei svincolarmi dall'idea che l'artista debba esprimersi secondo un lessico precodificato: l'impegno si può esprimere e dimostrare anche attraverso una canzone d'amore». Media partner saranno Radio Italia e Video Italia "solo musica italiana", realtà più grandi e generaliste come Rai e Mediaset sono state volutamente tenute fuori: «Perché temo molto - dice Baglioni - l'ingresso dei grossi mezzi di comunicazione che possono diventare un elemento "corruttore" e rovinare la genuinità dell'iniziativa. Tutt'al più si potrebbe creare uno speciale all'anno per dare maggior risalto alla manifestazione, ma per il momento non c'è niente di definito». Un inevitabile problema è rappresentato dalla logistica: sono previste tra le 10 e le 15mila persone e le strutture dell'isola ne possono ospitare circa 1.600; case di pescatori e posti-letto in barca dovrebbero ovviare a questa carenza.
Manuel Massimo
(da www.giospecial.splinder.com)
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