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Di tutto un po',da Baglioni alla pallavolo, dal blues al cinema alla Juventus...

15/09/2005
Baglioni: la musica non ha confini

A Lampedusa tre giorni di concerti per riflettere sull'immigrazione clandestina. C'è anche Geldof

O'Scià, in dialetto lampedusano è un'espressione affettuosa e densa di significato che potrebbe essere tradotta in italiano con "fiato mio, mio respiro", dal 2003 è diventato anche l'acronimo della manifestazione "Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare" ideata dal cantautore Claudio Baglioni, giunta quest'anno alla terza edizione. Un'iniziativa sui generis che si svolgerà nell'arco di tre giorni (23-24-25 settembre) sulla spiaggia della Guitgia di Lampedusa, una sorta di festival-laboratorio musicale di artisti italiani per riflettere sul fenomeno dell'immigrazione clandestina. Non sarà la classica iniziativa di beneficenza con raccolta-fondi e quant'altro, ma solo un'opportunità per sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso la musica, come sottolinea Baglioni: «L'immigrazione clandestina non è il problema ma rappresenta il sintomo di una malattia enorme e sempre più cronicizzata: l'ingiustizia del mondo moderno. Quest'iniziativa "piccina" non è una medicina quanto piuttosto un appello, un "c'è un dottore in sala?" rivolto in primis alle Istituzioni». La scelta di una location-simbolo come Lampedusa, terra-promessa dei viaggi della speranza sospesa a metà tra Italia e Africa, non è stata un caso, come spiega Baglioni con una similitudine: «Lampedusa è un'isola che ha accolto positivamente quest'iniziativa perché è lei stessa una sorta di "immigrata clandestina", un pezzo d'Africa annesso all'Italia che per anni ha vissuto ai margini». La cronaca dei nostri giorni, inoltre, si occupa di Lampedusa quasi esclusivamente in negativo, parlando solo del centro d'accoglienza-immigrati che "è ormai al collasso". Quest'iniziativa rappresenta un segno di discontinuità forte. L'edizione di quest'anno vedrà la partecipazione di molti big della canzone italiana (tra cui Biagio Antonacci, Gianni Morandi e Antonello Venditti) ma anche una guest star internazionale come Bob Geldof, organizzatore del "Live 8"; una presenza "curiosa" che quasi certamente garantirà una copertura mediatica a 360° della tre-giorni lampedusana. Baglioni, dal canto suo, ribadisce la straordinaria importanza di un megaconcerto come il "Live 8" che, seppur costellato di polemiche, ha avuto il grande merito di dare voce e visibilità a discorsi troppo spesso taciuti: «Io parteciperei sempre ad iniziative analoghe, non tanto per il valore artistico-musicale della manifestazione in sé (l'acustica era pessima, ndr) quanto piuttosto per l'attenzione mediatica che è riuscita a suscitare nelle due settimane precedenti». Anche le iniziative benefiche, però, possono diventare degli enormi vuoti di senso da riempire: «Non ci dev'essere quest'ansia da "soccorso continuo", altrimenti si rischia di svilire il significato dell'iniziativa. La verità è che siamo diventati un esercito di crocerossine, che portiamo il nostro aiuto a chi già sta male: l'impegno militante dovrebbe muoversi a prescindere dalle contingenze. L'umanità ha bisogno di umanità: credo che questa sia una richiesta ineludibile, un problema che riguarda tutti». Questi temi saranno presenti nel nuovo disco a cui Baglioni sta lavorando? «Sicuramente sì, ma vorrei svincolarmi dall'idea che l'artista debba esprimersi secondo un lessico precodificato: l'impegno si può esprimere e dimostrare anche attraverso una canzone d'amore». Media partner saranno Radio Italia e Video Italia "solo musica italiana", realtà più grandi e generaliste come Rai e Mediaset sono state volutamente tenute fuori: «Perché temo molto - dice Baglioni - l'ingresso dei grossi mezzi di comunicazione che possono diventare un elemento "corruttore" e rovinare la genuinità dell'iniziativa. Tutt'al più si potrebbe creare uno speciale all'anno per dare maggior risalto alla manifestazione, ma per il momento non c'è niente di definito». Un inevitabile problema è rappresentato dalla logistica: sono previste tra le 10 e le 15mila persone e le strutture dell'isola ne possono ospitare circa 1.600; case di pescatori e posti-letto in barca dovrebbero ovviare a questa carenza.
Manuel Massimo

(da www.giospecial.splinder.com)

Postato da: kikopiu a 15/09/2005 10:13 | link | commenti |


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