Musica, volley, cinema...

Di tutto un po',da Baglioni alla pallavolo, dal blues al cinema alla Juventus...

25/09/2005
"O'SciĆ " viaggio in mezzo alla gente dell'isola

Fra canzoni e realtà alla scoperta di un'altra Lampedusa (di Letizia Tesi, "Il Giorno")

LAMPEDUSA- Giovedì sera ne sono sbarcati altri 15. Martedì, invece erano 150. Ma i turisti, i 10.000 atterrati (non sbarcati) sull'isola per il mega concerto organizzato da Baglioni, non li hanno visti. Erano tutti assiepati sulle spiagge in attesa di vedere i fuochi d'artificio per la festa della Madonna di Porta San Salvo, patrona dell'isola. Nessuno ha visto la motovedetta della capitaneria di porto rimorchiare il gommone con a bordo 15 nord africani. Nessuno tranne i pescatori dell'isola, che conoscono la loro terra, e ai quali non sfugge niente di quello che viene dal mare. I fuochi dovevano essere sparati a mezzanotte e invece lo spettacolo pirotecnico è iniziato con mezz'ora di ritardo. Il disagio per gli ignari turisti è stato tutto qui: nel tempo di rimorchiare il gommone, di far salire clandestini su un pulmino della Misericordia e di trasportali al centro di accoglienza accanto all'areoporto. 48 ore e saranno di nuovo a casa. Ecco quanto dura per loro il miraggio di Lampedusa, l'isola degli sbarchi, dei clandestini, l'isola che Baglioni da tre anni cerca di trasformare in un luogo d'incontro fra diverse culture. Ma qui i clandestini neanche li vedi. Sono un fantasma mediatico, il tormentone estivo dei tg, rimbalzano nelle case degli italiani che vivono sul continente dai ripetitori delle televisioni, ma qui non li vedi. Li percepisci e basta. Dal dispiegamento massiccio di forze dell'ordine: militari, carabinieri, polizia, guardia di finanza, protezione civile, elicotteri, motovedette, ambulanze. Al massimo diventano un'attrazione turistica pure loro. "Li riprendono con la telecamera - dice un pescatore - e tornano a fare il bagno".
Ma i problemi di Lampedusa non sono i clandestini. Sono quelli che hanno tutte le persone di ogni luogo e paese: la spazzatura, le buche, i marciapiedi dissestati, l'inquinamento elettromagnetico, la sporcizia, il caro vita, la sanità che non c'è e... i giornalisti.
"Bisognerebbe tagliargli la testa a quelli - dice Giuseppe che gestisce un piccolo chiosco a Punta Sottile e affitta un posto al sole su una sdraio -. Quest'anno abbiamo avuto un calo impressionante. Colpa dei telegiornali che impauriscono la gente. Invece sull'isola si sta bene: chi viene una volta se ne innamora per sempre e poi ritorna".
"I clandestini? E chi li vede mai? - dice Angela Lombardo, lampedusana che d'inverno "emigra" in Casentino e titolare del Cafè Royal su Corso Roma, lo "struscio" dell'isola e il regno dei cani randagi -. Noi lo sappiamo dalla tv come voi. Io ne ho visto uno solo, quindici anni fa. Si è affacciato qui e mi ha chiesto: Dove essere stazione treno? Figlio mio, gli ho detto, Ma quale treno? Sa qual è il vero problema di Lampedusa?" e si sfrega pollice e indice in un gesto universalmente conosciuto. "Ad agosto sono venuti solo siciliani perché con la "tratta sociale" il biglietto aereo da Palermo costa solo 38 euro. Arrivano qui e prima di comprare il gelato mi chiedono quanto costa un cono. Un euro e cinquanta. Meno di così? Per chi viene dal Nord, invece, i biglietti sono carissimi e allora la gente preferisce andare in Marocco o in Tunisia". Lo cantava anche Baglioni tanti anni fa: "Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato dice vieni in Tunisia, c'è un mare di velluto e una palma" e ora invece canta sulla spiaggia della Guitgia e Lampedusa è tappezzata di poster che pubblicizzano "O' Scià" sullo sfondo di un mare di velluto.
Baglioni è amato, un pò come Domenico Modugno, anche se qualche lampedusano non si è scordato di quella volta che rifiutò di prestare la sua jeep per accompagnare all'areoporto una donna che stava male. "Ma fu colpa di sua moglie. Lui non c'entrava niente..." s'intromette un altro pescatore a difesa del cantante che veniva a vedere il cielo dipinto di blu nella sua villa sulla spiaggia di fronte all'isola dei conigli.
Secondo Don Pino, proprietario da 50 anni del Bar dell'Amicizia, dove il caffè costa 70 centesimi, Lampedusa si è fermata al 1967, quando era ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani. "Ci ha dato tutto: scuole, telefoni, areoporto. Poi più niente. Il Comune non ha soldi. Non posso incolpare nessuno. Sono stato amministratore anch'io. Ma lo Stato ai clandestini ci pensa, eccome. Prima ce ne occupavamo anche noi perché ci facevano pietà. Raccoglievamo vestiti, io gli davo cornetti gratis. Ma ora non possiamo più occuparci di loro: abbiamo i nostri problemi. Sa da quanto tempo non nasce un bambino su quest'isola?". Ma non se ne ricorda nemmeno lui. "Le tartarughe vengono a partorire qui e le nostre donne per partorire devono andare fuori". I clandestini, dice Don Pino, sono come le tartarughe: "Vengono a Lampedusa per trovare la vita, le tartarughe per dare la vita".
Ma se un lampedusano ha mal di denti deve tenerselo fino al giovedì, quando viene il medico. "Paghiamo le tasse e siamo trattati peggio dei clandestini. Ma in fondo l'umanità non è tutta uguale? Perché allora non costruire un ospedale: per i clandestini e per noi?". Poi m'infila in tasca un foglio. C'è scritto per Baglioni: è un ringraziamento a nome di tutti i lampedusani perché dopo la bonanima di Domenico Modugno, che ci pubblicizzò, ci donò un altro grande: Baglioni. Altri concerti gratis sulla spiaggia della Guitgia, prego, perché domani, come canta Claudio, "sia un giorno migliore".

(da www.giospecial.splinder.com)

Postato da: kikopiu a 25/09/2005 17:55 | link | commenti |


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